Basata sulla meccanica della coeva berlina Jaguar XJ, la “XJ-S” aveva il compito di sostituire la E-Type V12, ma non riuscì a non farla rimpiangere, nonostante le buone qualità le abbiano consentito di essere prodotta per 20 anni e sette mesi in 115.413 esemplari suddivisi in 3 serie

La Jaguar XJ-S, in seguito solo XJS, è una coupé di fascia alta prodotta dalla Jaguar tra il 1975 e il 1996.

La prima XJ-S venne presentata il 10 settembre 1975 al Salone dell’Automobile di Francoforte ma entrò effettivamente in produzione solo nel 1976. Il motore utilizzato era il V12 EFI (Electronic Fuel Injection) con iniezione Bosch D-Jetronic da 5,3 litri con 288 CV e 40 Kgm di coppia massima che, a carburatori, aveva equipaggiato la E-Type 3ª serie abbinato al cambio automatico Borg-Warner mod.12 o al cambio manuale a 4 marce della E-Type.

La seconda versione si trattava della prima XJ-S aperta, la XJ-SC, una Targa due posti con lunotto ripiegabile in plastica che manteneva le centine di sostegno del tetto per non ridurre la rigidità torsionale. All’inizio venne resa disponibile esclusivamente con il nuovo 6 cilindri e solo nel 1985 entrò in produzione la XJ-SC V12 solo automatica.

La vettura venne completamente ristilizzata come primo atto della nuova gestione Ford nel maggio 1991 cambiando anche la denominazione in XJS (senza trattino). La nuova versione (terza) convertibile venne introdotta ad Aprile 1992, un anno dopo la coupé, e ne ricalcava tutte le migliorie apportate abbinandole alla capote apribile.